Una domenica nella Spezieria

Proseguendo negli antri bui dei luoghi retrostanti il presbiterio della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, scendendo un piano sotto la navata e un piano sopra la cripta, vi imbatterete nella Spezieria della Confraternita. La spezieria, antica farmacia risalente al tempo in cui la medicina omeopatica non era un’opinione, nacque all’interno dei monasteri e delle abbazie, ultimi baluardi di profonda cultura, nell’oscurità del medioevo. Lo speziale, che ivi lavorava, spesso un monaco, era un per lo più un erudito e sperimentatore, nonché superbo conoscitore dei poteri benefici o letali racchiusi nelle piante. Col passare dei secoli, i misteri dei processi di lavorazione e distillazione delle erbe, dapprima custoditi in questi scrigni eburnei, vennero via via rivelati e secolarizzati così che le spezierie assunsero le fattezze di vere e proprie botteghe cittadine. Nella Firenze del trecento si contavano così tanti laboratori da costituire una corporazione unica assieme a quella medica, tale era l’Arte dei Medici e Speziali, che annoverò tra le sue schiere i giovani Dante, Giotto e Masaccio. Qualche secolo più tardi, quando la Chiesa stilò con il sangue il lungo Index Librorum Prohibitorum e l’Inquisizione condannava al rogo ogni fallace credenza popolare, tali saperi vennero bollati come “stregoneria” e per qualche tempo non se ne parlò più.

La storia della Spezieria della Confraternita, anch’essa oscurata e illuminata dal susseguirsi degli eventi storici, riprese, come fuoco fatuo, tra ottocento e novecento, perché rivendicata da un nostalgico Fratello, ma si rabbuiò poco dopo, per illuminarsi nuovamente solo in tempi recentissimi grazie alla cura dei Fratelli Hildebrandt e Luca che la restituirono all’antico splendore.

Nell’immaginario comune lo speziale rappresenta il personaggio alchemico per eccellenza ed infatti il processo alchemico nel senso meno volgarizzato del termine interessa profondamente il modus operandi dello speziale tanto che persino le tuniche da lavoro dei confratelli risplendono dei colori dell’alchimia.L’iter alchemico, impropriamente ricordato per la sola trasmutazipne dei vari metalli in oro, è un procedimento ben più complesso che intimamente riguarda ogni fase della vita dell’universo, dell’uomo, degli animali e delle piante. Partendo da una visione ciclica del tutto, come morte e rinascita, eterno ritorno, cerchio, ruota, serpente che si morde la coda, questo cammino infinito è composto da “fasi” dominate dai quattro elementi; ogni operazione sulla materia rappresenta una trasformazione psicologica e ad ogni operazione è associato un colore. La prima fase è la morte di quello che era, della terra, della materia, la cosa muore è inverno: il colore è nero. La seconda fase è la dissoluzione, scorre l’acqua purificatrice sulla materia immonda, è notte ma presto giungerà la primavera: il colore è bianco. La terza fase è la nascita, l’aurora del nuovo rigenerato, vaporosa come l’aria, è nuova vita: il colore è giallo come l’estate. La quarta ed ultima fase è del fuoco che arde, brucia e corrompe, è il tramonto, l’autunno, il ritorno della morte: il Rosso domina.

Entrando nella rinnovata spezieria dalle pareti gialle, troverete tutti i frutti di questo lungo processo disposti in ordine sulle mensole alle pareti. Oli essenziali di bergamotto dalle proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti, oli d’arancio amaro per ambienti, oli dl limone e di salvia, perfetti per l’aromaterapia e per alleviare i mal di testa. Creme di bellezza eccipienti per mani, viso e corpo. Il Caffè del Priore, il rinomato liquore al caffè garantito dal priore Carlino, il Liquore D’Ulivi, il Nocino Iuglans e il Gatto Nero, liquore di liquirizia. L’Amaro del Priore, meraviglioso infuso di ben 32 erbe.Tanto miele e il Digestivo di Elvira, che deve il suo nome alla ricetta della signora che lo consigliò. Ed infine la sacro-santa tendenza della stagione, l’Aceto Divino. Incredibile come la natura ci offra le cure per i malanni di cui essa stessa è causa! Sfilate con il naso tra gli scaffali, leggete le etichette e curiosate tra gli alambicchi per vedere cosa bolle in pentola; ogni domenica mattina i fratelli ci attendono nella piccola spezieria al lato destro della Chiesa (lungo via Palazzi Gisberti) per svelare e tramandare i trucchi di un’antica arte.

— Giuditta Giardini