Le marche fuorilegge. Storie di briganti cucina e osterie.

Rolando Ramoscelli, la sua passione per la cucina legata al territorio, ai prodotti locali, alle stagioni, molto lontana dalla cucina-spettacolo, è la spinta che lo ha portato a scrivere insieme al giornalista e amico Gianfilippo Centanni numerosi libri di ricette che mescolano gli ingredienti a nozioni di storia, detti popolari, memorie locali legate alle osterie, evidenziando il buono e i valori delle Marche.

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Nel libro “Le marche fuorilegge. Storie di briganti e di osterie.”, l’ambizione è più articolata: si vuole segnalare e riaffermare i 150 anni dell’Unità d’Italia, passando attraverso un costume curioso ed intrigante come quello del brigantaggio dell’ottocento nelle sue espressioni del vivere quotidiano e della cultura popolare.

Non soltanto cosa mangiava la gente all’epoca, quali erano le osterie più frequentate, quali le tradizioni più caratterizzate, ma anche i contesti sociali e politici della società marchigiana, i fatti più rilevanti delle varie bande di fuorilegge.

Le vicende dei briganti sono storie di fughe, di occupazioni, di osterie, di scontri, di costumi violenti e di abbuffate, ma anche di teneri rapporti famigliari e religiosi. Il fenomeno del brigantaggio e del banditismo dura per quasi tutto l’ottocento, intenso nei periodi di transizione, più equilibrato sotto l’esercito austriaco e successivamente con i carabinieri reali, fino all’avvento dei primi segnali di rivoluzione industriale.

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In una situazione di povertà generale e di “politica dei notabili”, nel passaggio verso il nuovo assetto nazionale, un ruolo da non trascurare viene svolto dalla banda Grossi, un caso di brigantaggio rilevante, articolato, con radici nel territorio.

(tratto dalla recensione di Gastone Mosci sul sito www.darolando.it)